about temporeggio bevendo spuma cose varie :: Ho visto "Lost in translation" di Sofia Coppola :: Ho visto anche "Primo amore" di Matteo Garrone :: Ho visto pure "Brokeback Mountain" di Ang Lee :: Ma anche "Le conseguenze dell'amore" di Paolo Sorrentino :: Sto ascoltando Indie Pop Rocks! :: Sto leggendo "Nemico Amico Amante" di Alice Munro cinque film :: Taxi Driver :: Going Home :: Vertigo :: Some Like It Hot :: Eternal Sunshine of the Spotless Mind cinque libri :: Bad Chili :: Pastorale Americana :: La Scopa del Sistema :: Le Correzioni :: Underworld cinque dischi :: Neon Golden :: Low :: To Bring you my Love :: Grace :: () blog archivio novembre 2006 ottobre 2006 settembre 2006 agosto 2006 luglio 2006 giugno 2006 maggio 2006 aprile 2006 marzo 2006 febbraio 2006 gennaio 2006 dicembre 2005 novembre 2005 ottobre 2005 settembre 2005 agosto 2005 luglio 2005 giugno 2005 maggio 2005 aprile 2005 marzo 2005 febbraio 2005 gennaio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 ottobre 2004 settembre 2004 agosto 2004 luglio 2004 giugno 2004 maggio 2004 aprile 2004 marzo 2004 febbraio 2004 gennaio 2004 dicembre 2003 novembre 2003 ottobre 2003 settembre 2003 aprile 2003 marzo 2003 :: eventualmente(@) :: pagine passate counter visitato *loading* volte |
venerdì, novembre 17, 2006 Mi sto identificando profondamente con lo straccetto che metti davanti alla porta quando piove. Ho addosso un'energia pari a un walkman Grundig andato a volume massimo per oltre mezz'ora. Solo il mamba sembra non stancarsi mai, e usa i miei farmaci come crema di bellezza. Per questa fine settimana conto di dedicarmi anima e soprattutto corpo a quel gioco noto come Vegeto®. Conto soprattutto di vincere. [music] zzzzzzzzzzz... postato da babette |
17:12 | commenti (39)
martedì, novembre 07, 2006 Perplessa Nei discorsi inutili delle sale d'attesa o tra conoscenti con cui non hai argomenti, salta fuori la storia dei ragazzini d'oggi che son vestiti fichi e hanno tutto. Chiunque, ma davvero chiunque, mi dice invariabilmente eh sì se io avessi chiesto tipo un paio di Timberland i miei m'avrebbero fatto fare da lì a lì a calci nel didietro. Quindi, se tanto mi da tanto, per me gli anni '80 sono stati un'allucinazione, un sogno così così, una grande illusione. Nessuno ha mai indossato una roba di marca, tutti se la sono eventualmente comprata col primo stipendio, i genitori erano tutti pilastri dai NO insindacabili mica come oggi che. O la percezione degli altri quando sei giovane è perlappunto illusoria, o la memoria dei trentaquarantenni è da revisionare in blocco. [music] The Smiths - The Boy With The Thorn In His Side postato da babette |
17:36 | commenti (11)
martedì, ottobre 31, 2006 facendo zapping mi son trovata su canale5 e c’era Aldo di AG&G che faceva il tassista, mi son fermata giusto in tempo per accorgermi che sotto c’era una bellissima canzone di un bellissimo disco di qualche anno fa, neanche particolarmente famosa tipo quelle con cui tapezzano le minchiate natalizie con de sica (in minuscolo per rispetto agli avi) la canzone era Consequence e il gruppo Notwist. Ho pensato quindi che anche se i loro film non mi piacciono e preferirei facessero cabaret, mi stanno simpatici e possono fare quello che vogliono. Chissà chi ha scelto quella musica lì però, magari nessuno di loro tre, quindi il discorso non conta. Così come non conta Verdone che m’ha infilato Surrender di Sylvian su Iris Blond citando nome e cognome solo per sottolineare quanto sia fico e quanto quel cantante lì gli piaccia e che gusti raffinati mioddio. Verdone è sempre bocciato, senza appello. Nel frattempo il mio amico indefinito non riesce a uscire dal tunnel Sigur Ròs, aveva già le copie da me fornite ma in un travaso di feticismo s’è comprato l’intera discografia, d’accordo non son tanti titoli ma costano sempre quello che costano, dovrei farmi dare una percentuale sulle vendite avendolo costretto ad ascoltarli, amarli e ora bramare altri concerti. Io invece attualmente ascolto Beatles, periodo di classici questo, sto sul collaudato con delle diciamo punte estreme come sabato notte, in auto, radio a palla con “Quel mazzolin di fiori” cantato (malissimo) da un gruppo credo slavo, o spagnolo, non so. Cantavo anch’io (meglio di loro) e li ho raggiunti pure su “Le ragazze di Trieste” e “Funiculì funiculà”. Mi son giustificata dicendo vabbé era per rimanere sveglia, erano le quattro che poi erano le tre, mentre erano due i carabinieri che mi hanno fermata, tutto bene vada vada. [music] The Beatles - Everybody's Got Something To Hide Except Me And My Monkey postato da babette |
17:22 | commenti (6)
giovedì, ottobre 26, 2006 Forse dovrei fare come i tassi, le marmotte, gli orsi. Dovrei andare in letargo. Agire d’istinto, quando il disagio si prolunga bam, un bel colpo di sonno e arrivederci a primavera. Non sarebbe male neanche per la silouette stare a digiuno per qualche mese, ma soprattutto non starei qui col muso a farmi dire anche dal più distratto dei colleghi babette è da un po’ che ti vedo mogia cosa c‘è? Stavolta però non ho voglia di fare sorrisi di circostanza, che da sempre m’hanno preservato da domande indiscrete, anzi sono appena più che cortese, non mi fermo a chiacchierare con nessuno, pranzo in fretta e coltivo la solitudine. Ho bisogno di un po’ di sole e d‘aria nuova. Tra qualche giorno ho un appuntamento di quelli che il giorno dopo starò malissimo, e sì, c’entra sempre la solita persona. Però non lo mancherei per niente al mondo, madonna come sto messa male. L’altra sera ho partecipato a un incontro in cui si discuteva di teatro e cose colte in generale, il curatore quando m’ha visto arrivare m’ha avvicinato e m’ha detto è un grande onore averti qui, credo mi sopravvaluti un bel po’, probabilmente fingo competenze che non ho in maniera davvero professionale. Mio fratello ha deciso di piantarla col lavoro da impiegato e vuole mettersi a fare il muratore, o il giardiniere. Lo ammiro, decisamente. Non lo spaventano le novità, né il dover imparare mestieri faticosi a un’età non più verdissima, non ne può più di stare chiuso in ufficio a fare la stessa cosa tutti i giorni per due soldi, ha ragione da vendere. Vorrei somigliargli un po’ di più, avere più coraggio, nel lavoro come in tutto il resto. Gli voglio bene, anche se è spesso scontroso con la sua famiglia e splendidamente ironico con gli amici. Gli voglio bene perché siamo cresciuti insieme, abbiamo giocato nei campi del nonno e lui era sempre il più spericolato, è finito una volta sotto un’auto, un’altra sotto una moto, s’è spaccato gambe e braccia un numero considerevole di volte, ha rischiato di rimanere cieco per aver giocato col fucile ad aria compressa e mutilato dalla falce di mio nonno, quanta paura quella volta. Gli voglio bene e so che sotto la patina scorbutica mi vuole bene anche lui e ha un’alta opinione di me, che tipi siamo, così pieni di geni materni da non essere in grado di esprimere a chiunque quanto lo amiamo, arenati tra la timidezza e la vergogna di apparire vulnerabili. E, chissà perché, ridicoli. Mi piacerebbe essere spudorata come un gran numero di persone sta dimostrando d’essere, ultimamente. Chiedere cose, proporne altre, quasi tutte immorali, e riuscire ad essere in pace con la coscienza, poi. Fottersene delle conseguenze. Alla peggio tapparsi nella tana e risvegliarsi a primavera, come le marmotte, con l’inverno alle spalle. [music] Karate - Number Six postato da babette |
10:50 | commenti (5)
giovedì, ottobre 19, 2006 L’altro giorno m’avevano fatto incazzare così tanto che avevo mollato computer telefono progetti ed ero andata a farmi un giro cercando di sbollire, avessi incrociato qualcuno l’avrei morso e probabilmente ucciso da quanto veleno avevo dentro, ero letale come un mamba e aggressiva altrettanto. Poi m’è passata, come passa sempre. Solo che stavolta il mamba non è sparito, anzi, visto che s‘è trovato bene s’è trasferito direttamente nel mio stomaco, che in verità già da un po’ aveva la lancetta sul rosso. Così ora ho un dolore costante che mi tiene compagnia, non mi fa sbadigliare, starnutire o fare qualsiasi sforzo senza ricordarmi che sta lì in attesa di colpirmi di nuovo, a morsi. Al medico che non mi vede da più di un anno dovrò ben raccontare come va, per un certo periodo ci siamo frequentati assiduamente, e pur essendo un uomo senza dubbio interessante non ne ho sentito la mancanza. Strano eh? Spero sia solo nervosismo (probabile) o cattiva alimentazione (improbabile) ma soprattutto spero non mi voglia far infilare di nuovo un tubo in gola. Mi ci vorrebbe un po’ di superstizione e una vecchia come quella di Nuovomondo, mettiti lì ferma e a mani nude ti tiro fuori le serpi dal corpo. Quelle che mordono e quelle che dormono lì da anni. [music] Seam - Inching Towards Juarez postato da babette |
16:35 | commenti (3)
venerdì, ottobre 13, 2006 Vado a trovarla in bicicletta e lei mi fa entrare in casa, non mi chiede neanche se voglio il caffé tanto lo sa che è un sì, mette su la moka con tranquillità e mi chiede come sto, è da luglio che non ci vediamo. Ha un figlio di un anno e la sua vita è cambiata da così a così, per un certo periodo ho diradato le visite e anche ora non è che sia sempre lì, anzi. E’ una donna in gamba e decisamente simpatica, solo non sopporto le smancerie col pargolo, più pesanti di quelle che usava col gatto di casa fino a un anno fa, e meno male ovviamente. Però, ragazzi. Sì lo so che il pupo è una meraviglia e che è tuo e basta, ma il livello di rincoglionimento sarebbe eccessivo persino per una chioccia. Comunque decidiamo di uscire la sera, inaugurazione di una personale di pittura, ok dico andiamo, bimbo affidato al papà. Così arriviamo in questo posto in mezzo alle montagne, una ventina di persone in tutto, un uomo che suona la viola e un critico d’arte coi baffi. Deve ancora iniziare tutto, i quadri sono interessanti e la torta di mele al buffet non è malaccio, attendiamo gli eventi. Così quando tutto inizia il critico comincia a parlare di cose che probabilmente non hanno niente a che fare con le tele presenti sui muri, forse s’era preparato per qualcos’altro, chissà. La prende alla lontana, citando Cezanne per parlare del dettaglio di un bullone, zittisce il musicista troppo rumoroso, improvvisa ricette di risotti alla pescatora per farsi venire la voglia di dipingere e di fare l'amore che in fondo è lo stesso, regala un titolo a ogni quadro finora distinto solo da un numero e per ogni superficie lucida e metallica rappresentata ne scopre la somiglianza con falli, vagine e incroci dei due. Sospetto una mezzora precedente dedicata al carburarsi con grappa locale, non fosse che il pubblico sembra conoscerlo bene e sorride e addirittura risponde a tono, a un certo punto pare di essere all’Osteria dal Barba Cacciatore e la galleria d’arte tutta superfici bianche e vetri scompare. Alla fine applaudono, non si sa se per la critica o per la ricetta, fatto sta che io e l’amica mamma ci guardiamo sconsolate e ce ne andiamo. Arriviamo a casa dopo neanche venti minuti, giusto in tempo per mettere a letto il cucciolo, che si sa senza di lei non s’addormenta. Cuore di mamma. Ho delle serate mondane che Paris Hilton mi fa un baffo, a me. [music] Flaming Lips - Ego Tripping At The Gates Of Hell postato da babette |
17:46 | commenti (6)
giovedì, ottobre 12, 2006 Ho sempre provato una sorta di innocuo divertimento nel pensare alla crisi del maschio di mezz’età, quella che secondo l’iconografia classica prevede la macchina sportiva e la nuova compagna (o l’amante, per i più pavidi). Archiviavo la cosa nello scaffale dei luoghi comuni assieme alla suocera brontolona, ai figli con lo stereo al massimo e alla moglie coi bigodini e la crema da notte. Una cosa da vignette della Settimana Enigmistica, più o meno. Sono rimasta sinceramente stupita quando ho verificato che è tutto vero, che capita veramente, che è così. Quando mi capitava di parlarne in maniera astratta, con uno snobismo vergognoso identificavo il personaggio come l’arricchito veneto con scarsa cultura e molte ore di lavoro sulla soma ma con abbastanza soldi in tasca da chiedersi se la vita era tutta lì, se era quella moglie sposata vent’anni prima e conosciuta trentacinque, quella con cui voleva passare il resto delle ore liete. E invece no, la paura d’invecchiare butta chiunque in mezzo alla mischia, cultura estrazione sociale luogo geografico di provenienza. Le vignette sono vere. Ora mi aspetto uno che ma anche voi donne. No, anche noi donne un piffero. Ho una moglie che mi telefona dicendo era tutto per me e mi ha buttata via, l’altra è giovane e io sono vecchia. Sono vecchia e ho perso tutto, dice. Hai perso un pezzo di stronzo, le dico io, non c’è da piangerci sopra. E invece sì, è ovvio che ci piange, un po’ alla volta forse le passerà e si rimetterà insieme da sola, come è sempre successo nei secoli dei secoli e amen. Ma tutto questo mi fa guardare alla categoria degli uomini quarancinquantenni con il risveglio dei sensi con meno ironia, e le vignette mi fanno ancora meno ridere. [music] Versus - Frederick's Of Hollywood postato da babette |
16:24 | commenti (3)
lunedì, ottobre 02, 2006 Caro quindicimilesimo visitatore grazie per essere passato, mi spiace se non c'ero, di solito nei we sono altrove. Sai, l'altro giorno pensavo a quanto sia curioso che il numero di visite sia diventato inversamente proporzionale al numero di post. Come ti butta? A me abbastanza bene, nonostante la stanchezza. Vorrei andare qualche giorno in un posto frontemare, ma non trovo uno straccio di amico che me lo proponga. Ovviamente sto parlando di soggiorno gratuito, troppo facile sennò. Il lavoro va come sempre. Non mi dilungo perché so che anche tu hai un sacco di problemi, potrei parlarti di una parabola che è salita molto meno di quanto poi è discesa, non so se ci sia qualche legge matematica che prevede la rimonta, prima o poi. Per quanto riguarda il lato affettivo siamo in pieno periodo autobastante, che prevedo continuerà per i prossimi anni. Non mi compatire, dopo serio esame di coscienza ho concluso che era qui che dovevo arrivare. Per la mia casa semiabitata ho deciso di prendermi un acquario. Uno di quelli piccoli, senza pompe nè luci. Sono anni che vogliono appiopparmi gatti, ma io voglio un pesce. Tu hai qualche animale? Mi sto dedicando a libri di autrici femmine, cosa insolita. L'altro giorno ho letto un racconto bellissimo, che dote meravigliosa saper scrivere, catturare l'attenzione altrui con cose tue. Ora devo scappare, sono sempre di corsa, ma mi piacerebbe che mi raccontassi di te. Magari lasciami un biglietto, la prossima volta che passi ciao [music]Thom Yorke - Analyse postato da babette |
17:52 | commenti (12)
venerdì, settembre 22, 2006 Un sacco d’anni fa lessi il Profumo di Süskind. Avevo appena finito un piccolo saggio di Pennac in cui tra le altre cose raccontava di come era riuscito a stimolare i suoi studenti svogliati proponendo loro, appunto, le prime pagine di questa storia. Risultò essere una lettura tranquilla e senza intoppi, di quelle che ti ci diverti pur col disgusto di alcune descrizioni e lungaggini varie e che non metteresti mai tra gli indispensabili ma insomma non male. Col tempo invece ho scoperto che un sacco di gente lo considera bellissimo, addirittura il libro più bello della Storia (chissà su cosa era basato il confronto), di una scrittura così meravigliosa che sembrava davvero di annusare il puzzo delle strade e dei cortili e poi c’è gran pulp etc. E allora la signorina snob che è in me s’era risvegliata e aveva cominciato a rispondere sì vabbé dai, poi ok è carino ma, proseguendo con no, non mi sembra davvero un capolavoro per arrivare infine a non ti piacerà mica quella cagata lì spero. Insomma sono finita per rinnegare il primo approccio positivo in funzione di un’immagine più fica , di signorina dedita a letture fiche e non addomesticate dal successo editoriale (vedi Il Codice, tanto per). Stasera esce la versione cinematografica. Che in altre occasioni avrei evitato come la peste (vedi Il Codice, tanto per) ma che in questo caso porta la firma di Tom Tykwer, che in passato mi piacque proprio un bel po’. Non so che fare. Andare a vederlo di nascosto? Vederlo e parlarne comunque male? Parlarne bene solo se tutti ne dicono male? Son problemi, eh [music] Silversun Pickups- Three Seed postato da babette |
17:48 | commenti (9)
giovedì, settembre 14, 2006 Mi scopro in un periodo canadese. E’ una parte di mondo che non avevo mai preso in grande considerazione, ma vuoi per via dei libri (Atwood), vuoi per i film, m’è venuta una gran curiosità. Che resterà confinata tra cose appunto lette e viste su schermo, così com’è stato per gli USA finora, posto di cui ho smesso di desiderarne l’aria e che ho riposto tra i paesaggi immaginari dei libri che leggevo da piccola. Ci sono parole che m’infastidiscono come unghie sulla lavagna. Tra queste c’è ciulare. La trovo volgare più di qualsiasi sinonimo, anche in dialetto locale e anche luridissimo, si possa usare riferendosi alla cosa. Se la persona che amo anche scherzando proponesse una ciulatina ammirerebbe all'istante un bel ritratto di babette in marmo di carrara (cosa che a dire il vero porterebbe un paio di vantaggi, tipo la consistenza delle tette e i capelli senza nodi). Quando è troppo è troppo, allora quando è troppo taccio. Ma davvero. E siccome non è in uso per chi mi frequenta vedermi lì muta per ore, mi accorgo che non sanno che fare. E, una volta tanto, non li aiuto. Mi compiaccio del mio muro e del loro smarrimento. Qualcuno in passato ha saputo reagire nel modo migliore, rimanendo zitto finchè non mi passava. Allora pensavo fosse un segno d’attenzione e delicatezza, ma magari semplicemente non glie ne fregava un fico. Ultimamente propenderei per la seconda ipotesi. Sono entrata per la prima volta nella mitica Rinascente. Un paio di metri e mi son lasciata convincere ad acquistare una linea carissima di cosmetici. Entrata, scelto, pagato in non più di 6 minuti. Quelle commesse dall’aspetto gommoso hanno tutto da insegnare a venditori di AB king pro, scioglipancia e fattucchiere in generale. Ho comprato per paura. Nella rassegna milanese dei film di Venezia ho pianto solo una volta. Dalle risate. E il film era di Locarno. Grazie Gesù per aver inventato il melone. Come, l’avevo già scritto? Ah già [music] Tim Buckley - Chase The Blues Away postato da babette |
14:40 | commenti (14)
lunedì, settembre 04, 2006 DIO C'E' o meglio c'è quella sagoma di Zeus, tramutato in razza per l'occasione. (un po' mi dispiace di avergliela tirata, a suo tempo, ma come si dice chi è causa del suo mal) [music] Delgados - Knowing When To Run postato da babette |
12:57 | commenti (8)
giovedì, agosto 31, 2006 Rosico perché dopo anni non sono a Venezia ad ammazzarmi di film. Rosico perché so di che parlo, conosco la fatica dell’impresa ma anche l’impareggiabile colore del cielo al mattino presto, in laguna. Il buio e le gambe strette tra poltrone scomode, le facce che si rivedono di anno in anno, le zanzare e la leggerezza, la sonnolenza, l’attenzione, le piccole gioie, la condivisione, la totale distanza dalla terraferma, in ogni senso. Quest’anno vedrò qualcosa a Milano, in rassegna. Mica mi lamento, anzi, sempre sia lodata la divina creatura che permette che ciò accada, penso che per tentare di sdebitarmi dovrei reincarnarmi in un oggetto utile, un’automobile, un’abbonamento perpetuo al Corriere, un pannello solare da piazzare sul tetto, una cosa così. Chissà se il cielo milanese, al mattino, sarà appena appena paragonabile. Rosico perché sono al verde e non ho fatto ferie, mi manca il mare, m’infastidiscono quelli che tornano dal salento e mi dicono oh non puoi immaginare ma certo che immagino imbecille anzi lo so per certo e poi detesto le foto. Non fatemi vedere le foto. Non voglio vedere le foto delle vostre vacanze e soprattutto NON voglio vedere le foto dei vostri bambini non voglio sapere cosa fanno le loro scoperte e le avventure sulla spiaggia quando il principino gioca coi figli degli altri ed in sostanza vince, vince, si, il pargolo vince, e con lui vince l'Italia intera non lo voglio sapere e per favore. per favore non ditegli di chiamarmi zia [music] Death Cab For Cutie -Soul Meets Body postato da babette |
19:18 | commenti (7)
mercoledì, agosto 30, 2006 La cosa buffa, nella vicenda della gaffe del Presidente della Provincia di Chieti, non è tanto la frase infelice, quanto il fatto che nel testo subito dopo ci sia scritto “non ricordo dove lessi questa frase”.
Tu, Presidente di Provincia ed ex Senatore della Repubblica, non ricordi dove hai letto una frase che anche i sassi riconoscono. Non solo, oltre a te non se ne ricordano né i tuoi collaboratori, né chi ha mandato a stampare l’opuscolo, né chi l’ha stampato. E se volevi peggiorare la situazione rilasci interviste in TV nelle quali affermi che la frase è comunque una sacrosanta verità ed è come se non potessi gridare Forza Italia se vincono gli azzurri solo perché qualche anno fa se n’era impadronito un imprenditore per il suo partito personale. Ci sono casi in cui è meglio dire scusate ragazzi, ho pestato una merda. Fidati. [music] Nada Surf - What Is Your Secret postato da babette |
09:24 | commenti (3)
lunedì, agosto 21, 2006 Non volevo lavarmi le mani.
Non volevo togliermi di dosso il colore, l'unica parte di te che potrò mai toccare liberamente. Avrei voluto passarmele sul viso, farne dei segni, portare all'esterno le tracce che hai lasciato in tutti questi anni. Che anche tu le vedessi. M'hai concesso la solitudine nel tuo guscio privato, m'hai lasciata libera di toccare ciò che volevo e di sporcarmi le mani. Solo io e la tua ombra sulle tavole di un solaio, cercando di accumulare più calore possibile. Intensificarlo. Quant'è doloroso sentirsi felici per questo. Al tuo ritorno avrei voluto baciarti le palpebre. Una Due E che fosse il mio viso ciò che vedevi, una volta riaperti gli occhi. [music] Karate - This Day Next Year postato da babette |
08:45 | commenti (9)
venerdì, agosto 04, 2006 postato da babette |
13:46 | commenti (4)
mercoledì, luglio 26, 2006 post in progress
L'unico neurone sopravvissuto alla canicola non riesce a formulare un concetto degno di questo nome. Al lavoro vado avanti per inerzia, ripetendo gesti istintivi più o meno come quando stai cadendo e metti avanti le mani o quando vedi accendersi le luci rosse dei freni e premi il pedale anche tu. Così quando un pensiero mi passa di fronte lo guardo perplessa e fatico a riconoscerne la maternità. Anche perché, a dirla tutta, essendo carente di ossigeno in genere non si sviluppa neanche bene, tende a rimanere stupido, ha una vita breve e poco felice. Così ho predisposto uno spazio ad uso camposanto, che a ‘sti cristiani bisogna pur dare sepoltura. +++ Zucchero è il corrispondente canterino di Briatore. Schifoso rappresentante di un’umanità sudata di fighe colossali e arricchiti mollicci color bronzo. Il prossimo che mi dice sono appena tornato da un viaggio in un posto da sogno dio come sono stanco triste e depresso invoco la maledizione di montezuma ad effetto istantaneo. Chiunque non risponda anche con un solo grazie agli auguri di compleanno via mail o sms è uno stronzo maleducato. Caro Dio Onnipotente, grazie per aver inventato il melone. Saranno almeno due settimane che mi sveglio canticchiando “Tapparella”. La mia educazione sentimentale non ha mai lasciato i locali della festa delle medie. Il garage, per la precisione. Le altre se ne sono andate sgommando su ciao truccati. Piccoli piaceri di vita quotidiana: i piedi nudi sull’erba, un sorriso dietro a occhiali ovali, una bella storia da leggere addormentandosi sempre a poche righe dalla fine del capit La mia auto (femmina matura) dev’essersi innamorata del meccanico. Pare lui la ricambi con ardore. Sono diventati inseparabili, è imbarazzante. +++ [music] Tweaker (w/ David Sylvian) - Linoleum postato da babette |
12:11 | commenti (12)
martedì, luglio 18, 2006 Signore e Signori, ho l'onore di presentarvi il capolavoro della prossima stagione.
[music] Calla - It Dawned On Me postato da babette |
17:44 | commenti (11)
venerdì, luglio 14, 2006 Attraverso le stanze in una casa che non sento ancora mia. Eppure ogni scelta è partita da me, ogni soluzione azzeccata e ogni cazzata.
C’è un tavolo recuperato dalla vecchia cucina dei miei. Quello dove pranzavamo negli anni ‘70. Sotto ci sono ancora i disegni a pastello che ho fatto da bambina, sopra sulla formica marrone si notano i risultati del primo esperimento col traforo. Il cassetto ha un suono preciso che riesco a localizzare nella zona più remota del mio cervello. Ci sono pareti ancora da dipingere e colori da scegliere. Stanze riempite da scatoloni, libri e qualche letto. C’è una cucina ma non funziona ancora. Non c’è musica, non c’è TV, la sera si sente solo il vento attraverso le foglie, fuori. Ma solo quando potrò passare più di 48 ore senza avere bisogno di niente e nessuno potrò finalmente dire “sì, vivo sola”. Solo allora potrò finalmente concludere il capitolo più stiracchiato, anacronistico e interminabile della mia vita. [music] Now It's Overhead - A Little Consolation postato da babette |
14:25 | commenti (6)
sabato, luglio 08, 2006 Poi dice che una ha bisogno di ferie
In auto ascoltavo la radio. Una tizia spiegava la ricetta dei pomodori verdi fritti: si prendono i pomodori, si passano nell’uovo sbattuto, nel pangrattato, si friggono nel grasso di pancetta et voilà, pronti. Poi s’è messa a parlare del film, di Smokie il solitario e di come al momento opportuno lui ricambiasse la gentilezza delle due donne. Così mi sono ricordata del suo personaggio, di cosa gli avevano trovato in tasca quando era morto e mi è venuto un groppo in gola. No, voglio dire, mi son messa davvero a piangere in macchina alle otto del mattino ricordando la scena di un film. Devo prendermi una pausa. Urgente. [music] Sufjan Stevens - The Predatory Wasp postato da babette |
10:43 | commenti (12)
mercoledì, luglio 05, 2006 Gentili.
In sintesi. Giacché non fosse bastata la botta emotiva dei brani che avevano appena proposto, hanno avuto persino la delicatezza di finire in tempo da permettere ai presenti interessati al calcio di gustarsi i gol. I Sigur Rós, ieri sera a Ferrara. Senza parole. (si potrebbe sostenere il contrario, ovvero che i calciatori siano stati così cortesi da posticipare i gol per aspettare che il concerto finisse, ma a quelli lì non attribuirei un merito neanche per finta) [music] Sigur Rós - Ný Batterí postato da babette |
16:15 | commenti (3)
|